Invictus

Dal profondo della notte che mi avvolge
buia come il pozzo più profondo che va da un polo all’altro,
ringrazio qualunque dio esista
per l’indomabile anima mia.

Nella feroce morsa delle circostanze
non mi sono tirato indietro né ho gridato per l’angoscia.
Sotto i colpi d’ascia della sorte
il mio capo è sanguinante, ma indomito.

Oltre questo luogo di collera e lacrime
incombe solo l’Orrore delle ombre
eppure la minaccia degli anni
mi trova, e mi troverà, senza paura.

Non importa quanto sia stretta la porta,
quanto piena di castighi la vita.
Io sono il padrone del mio destino:
io sono il capitano della mia anima.

– William Ernest Henley –

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3 risposte a Invictus

  1. Carmen ha detto:

    Non importa quanto sia stretta la porta,quanto piena di castighi la vita.Io sono il padrone del mio destino:io sono il capitano della mia anima.Condivido pienamente….ma a volte non sempre il destino segue il nostro percorso e la rabbia ci assale…Avolte servirebbe solo un piccolo porto di ristoro..dove attraccare…non facile da trovare in un mondo ormai preso dal materialismo e futilitàà…ma Dani non pioveà per sempre..!!!

  2. Daniele ha detto:

    Le ultime quattro righe di questa poesia rispecchiano esattamente come mi sento in questo momento della mia vita. E credo ceh bisognerebbe cercare di seguirle sempre….e speriamo che davvero non piva per sempre😉

  3. Carmen ha detto:

    Allora siamo in due…perchè anch\’io mi sento così…

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