Riflessioni…

E’ dal 6 di ottobre che non scrivo qui sul blog. Esattamente perchè, non saprei dirlo. Un po’ la voglia venuta a mancare, un po’ l’incredibile esplosione di Facebook che ha sicuramente messo in crisi l’esistere dei blog. Sta di fatto che a stringere questo rimane il mio spazio, spesso non letto, adesso come adesso credo ancora di meno, e questo mi da la possibilità di poter scrivere come al mio solito qualcosa in totale libertà. Se qualcuno lo leggerà e lo commenterà ben venga, altrimenti mi sarà servito come valvola di sfogo, come in realtà è sempre stato.

Ultimamente i miei pensieri sono assorbiti da Lei. Ho iniziato a frequentarla verso la fine di dicembre. L’iniziale scambio di messaggi su Facebook, l’incontro ad una vecchia rimpiatriata delle elementari, un uscita sotto Natale…non è una di quelle ragazze che se la vedi per strada ti giri, ma a me ha rapito. Per i pensieri, per gli sguardi, per il modo di dire le cose…e poi quegli occhi, grandi e profondi, nei quali senza rendermene conto mi sono perso dal primo appuntamento.

Siamo stati insieme, per un mese e mezzo, e ora è finito tutto. Lo sapevo, ne ero cosciente quasi dall’inizio, ma quello che di bello c’è stato e c’è tutt’ora tra di noi non mi permette di arrendermi all’idea. Complicità, intesa, la sensazione di poter invecchiare uno vicino all’altra senza annoiarsi mai…tutte cose che ho sempre sognato in un rapporto e che ora non riesco a rassegnarmi a perdere. Mi sento come se fossi stato in paradiso, se me l’avessero fatto visitare in lungo e in largo, assaporare la perfezione e la pace, e poi mi avessero crudelmente sbattuto all’inferno, sognando di poter riavere qualcosa che, probabilmente, non potrò più neanche sfiorare.

Non sono mai stato così male per amore. MAI. Non è retorica la mia, ma una constatazione dei fatti. Per la prima volta mi ritrovo a non mangiare, salntando di netto i pasti, mi sveglio tutti i giorni prestissimo senza l’ausilio della sveglia, a qualsiasi ora io sia andato a dormire. Ho un continuo groppo in gola, lo stomaco stretto da una morsa. Mi sento come un uomo a cui hanno appena amputato la gamba: sono sopravvissuto, ma nel primo periodo continuo ad avere la sensazione di sentire quella gamba, soffro, uso una stampella per cercare di camminare ma la trovo difficile da usare, scomoda. Ho la coscienza che col tempo la situazione cambierà, che la stampella imparerò ad usarla e tornerò a camminare. Ma non potrò mai più tornare a correre, e soprattutto, quella gamba non me la ridarà ai nessuno.

E’ così che mi sento. alle volte vorrei tornare indietro nel tempo per non andare a quella rimpatriata…poi però penso a quell’intenso mese e mezzo vissuto con lei, e i ricordi mi assalgono. Belli, felici, romantici…e poi penso che non li vivrò più…che palle!!! Come faccio ad uscirne? Ho l’impressione che non ci riuscirò mai. Si dice che il tempo cura le ferite, ma è anche vero che non sempre è così. Potrebbe passarmi tra un mese, tra un anno o dieci. O mai…non sarei la prima persona a rimanere innamorato a vita di una donna. Vorrei che le cose, per una volta, andassero come voglio io…

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