Sullo stage

Ormai faccio capoeira da quattro anni. Non sono molti, me ne rendo conto, ma posso dire di averne già viste parecchie, grazie anche all’intensità con la quale ho affrontato in particolar modo questi ultimi due anni, fatti di stage fuori Roma di altri gruppi. In questo tempo ho imparato molte cose: ho imparato a suonare strumenti tipici di un’altra cultura, a barcamenarmi con una lingua che non è la mia e che non ho avuto la possibilità di studiare a scuola (e che adesso parlo forse meglio dell’inglese), ho imparato a fare cose che mai avrei pensato di poter fare. Ho imparato soprattutto ad amare quest’arte, a capirne alcuni risvolti che non tutti comprendono. Ho imparato, mio malgrado, ad evitare di scrivere su un forum perchè altrimenti finirei per essere costantemente polemico. Ho imparato quindi a vivere la mia capoeira, fatta dei miei spazi, dei miei compagni, dei miei amici e del mio mestre. Perchè ché me ne venga a dire qualcuno, io ho un solo mestre, e si chiama Alessandro Jesuino Dos Santos, meglio conosciuto come C-Mestre Ratinho. Da lui sto imparando a jogare, a cantare, a gestire una lezione. Sto imparando ad apprezzare le mie radici, quelle del Mercado Modelo, a capirne pregi e difetti, esaltando i primi e tenendo per me i secondi. E a capire che non si smette mai di imparare.
 
Ma una delle emozioni più belle che ho imparato ad apprezzare è quella del batizado e del cambio di corda. Ci sono passato 3 volte in quattro anni e ogni volta è stato diverso. Soprattutto l’ultima volta, più che altro perchè inaspettato. Quindi posso benissimo immaginare lo stato d’animo dei 15 ragazzi che domenica si sono ritrovati a prendere la prima corda, segno di appartenenza al mondo della capoeira, oppure, ed erano la maggior parte, a prendere la gradazione di verde-amarelo. Sono contento per loro, tantissimo. Mi ha reso in parte orgoglioso vedere quelle corde perchè, sarà un discorso un po’ presuntuoso, un po’ sono anche mie. Voglio credere (e sperare) che come la mia gialla fu in parte anche loro (perchè con loro iniziai a dare i miei primi allenamenti) le loro corde siano per una piccola parte di mia proprietà, che loro abbiano appreso qualcosa, un movimento una canzone o chissà cos’altro, da me nell’arco di questi loro due anni (per alcuni di più) di capoeira. Un augurio ed un abbraccio, quindi, a tutti quei ragazzi: a He-Man, Claudia, Gaia, PiuPiu, Sinhazinha, Maluca, Aviador, Bambù, Alceu Valença, Comelao, Alessandra, Bahia, Argentina, Alessia e quel gigante di Dario. Adesso arriva il bello per loro. Dovranno mettercela tutta per fare il salto di qualità. Muito axé pra voces meus irmaos…

 http://it.youtube.com/p/9732C8F7E737678E

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