Non si può…

Quando pochi mesi fa moriva l’ispettore Raciti, dentro di me pensai: "Ecco, adesso c’è scappato il morto illustre. Forse, tra mille qualunquismi, qualcosa stavolta cambierà."

Stupide speranze. Nella marea di commenti bempensanti ci siamo ritrovati di fronte a provvedimenti inutili, tornelli che non servono a niente, deleghe di deleghe per società inadempienti. Abbiamo dovuto osservare la corsa alla "moralizzazione" del calcio da parte di alcuni addetti ai lavori e da altri non.

E’ nato il famoso osservatorio, che ci mette due settimane per decidere che Roma-Napoli è una gara pericolosa e forse è meglio vietare la trasferta ai napoletani. Pensare che tutti noi che questa era una partita rischiosissima lo sapevamo dalla fine dello scorso campionato cadetto, finito con la promozion, tra le altre, dei partenopei (a parte un certo sig. Luna che sul suo giornale professava amicizia tra le due tifoserie -_-‘).

Sono state fatte "grandi ristrutturazioni" agli stadi. Quando, e mi duole doverlo dire, nel suo piccolo Lotito ha ragione. E’ vero che lui quello che fa lo fa per un suo tornaconto personale, però bisogna riconoscere che la battaglia che sta portando avanti per la costruzione di un proprio stadio è giusta. Ieri sentivo il prefetto di Bergamo alla Domenica Sportiva che si lamentava dell’inadeguatezza di uno stadio nel quale la polizia non poteva entrare in condizioni di sicurezza.

E alla fine di una giornata come quella di ieri rimane solo l’amarezza. L’amarezza per la morte di un ragazzo che andava a vedere una partita, come ho fatto io quest’anno a Parma, la mia prima trasferta. Da da pensare.

Sono sempre stato un tifoso accanito. Da pischello ero un vero e proprio calciofilo. Corriere tutti i giorni, conoscevo le formazioni di quasi tutte le squadre di A e anche di parecchie di serie B (potenza del fantacalcio ^^). Però non andavo allo stadio. Di soldi in casa non ce ne sono mai stati molti. Inoltre mio padre venne colpito in testa da una bottiglietta mentre era in tribuna. Insomma mi era precluso lo stadio.

Insomma non la faccio troppo lunga, che altrimenti rischio di annoiare chi finora avrà avuto la pazienza di leggere, ma allo stadio ci sono andato sempre pochissimo, anche dopo ch ho iniziato a lavorare. Quest’anno, per una serie di eventi che mi hanno fatto un po’ partire la brocca, ho iniziato a frequentare, e ho fatto la mi aprima trasferta. Ne avrei in programma altre, ma adesso? Come posso pensare di andare a vedere una partita di calcio e sapere che a casa avrò mia madre preoccupata fino a che non mi vedrà rientrare dalla porta? Non so se ci riuscirei. Soprattutto non so se ce lo lasceranno fare. Nella nostra democrazia si fanno leggi speciali, come se stessimo sotto un regime dittatoriale. Ci toglieranno la libertà di muoverci il fine settimana per evitare scontri. Non si potrà più andare fuori il fine settimana per colpa del campionato di calcio.

Amo la Roma, ma amo anche la vita. E se per una partita di calcio devo rischiare di andare a morire, mi spiace ma non ci sto. Non si può morire per una partita di pallone…

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