Ancora tanti auguri….

….ma non a me, stavolta.  Sono passati 80 anni da quel giorno in cui l’Alba Audace, il Roman e la Fortitudo Pro Roma si fusero e diedero vita all’Associazione Sportiva Roma. 80 anni fa la squadra prendeva come suoi i coli giallo oro e rosso pompeiano, già stati della società Roman ma soprattutto quelli del gonfalone del campidoglio, ereditati dagli antichi vessilli dell’Impero Romano. 80 anni fa veniva scelta la lupa capitolina come simbolo della squadra. Tutti questi elementi, richiamanti la tradizione romana, fecero si che la neonata squadra attirasse su di sela simpatia della maggior parte del popolo romano, sia quello dei nuovi quartieri che quello dei rioni nel cuore della città.
 
80 anni sono passati da quel giorno. Anni passati sotto la guida di una miriade di allenatori, : il primo fu l’inglese William Garbutt, dopo di lui venne Guido Baccani, e poi tanti altri, dall’austru/ungarico Schaffer a Guido Masetti (sulla panchina giallorossa a più riprese), da Fulvio Bernardini a Oronzo Pugliese, da Helenio Herrera, da Ottavio Bianchi a Carletto Mazzone. Poi ci sono alcuni di questi nomi che, nella storia capitolina, lascieranno il segno. Geza Kertesz, con il quale la Roma, nel 1942,vinse il primo scudetto. Nils Liedholm, mitico allenatore del secondo scudetto giallorosso. Poi Zdenek Zeman, il boemo già allenatoredella Lazio qualche anno prima, che portò dalle parti di Trigoria il gioco nuovo, fresco, alle volte spudorato, non sempre vincente ma divertente, e che riuscì a diventare poi l’idolo della folla romana per le sue parole, per i suoi duri attacchi allo sport (e in particolare alla Juve) deninciando fatti che tutti sapevano e che nessuno aveva fino ad allora mai avuto il coraggio di dire, avviando un’inchiesta dalla quale purtroppo la stessa Juve è uscita inspiegabilmente pulita (in realtà solo per colpa della lentazza della giustizia, in quanto un magistrato ha confermato che che la squadra bianconera si era comunque macchiata di frode sportiva…). Poi venne fabio Capello, allenatore del terzo scudetto, amato inizialmente e poi odiato. Non si può prendere in giro una tifoseria come quella romana e sperare di cavarsela. roma ti innalza sopra il cielo, se ti ama, ma può distruggerti subito dopo se gli fai un torto. Don Fabio ha creduto di poter fare i suoi porci comodi nella capitale, ma gli è andata male. E per finire Luciano Spalletti. Con l’allenatore attuale la Roma ha iniziato un progetto. Un progetto che non prevede grandissime spese, ma investimenti mirati, giocatori semisconosciuti ma dall’ottimo rendimento, scommesse sui giovani e una valorizzazione del proprio vivaio. Una società giovane e solida alle spalle, il tecnico giallorosso si sperà potrà fare tanto, e che la coppa Italia vinta pochi mesi fa sia solo un punto di partenza…beh, è la pseranza di tutti…
 
Niente da dire sui giocatori. Ce ne sono stati tanti, troppo, per poterne fare un lista, e la stessa cosa vale per i presidenti, anceh se in questo caso io ne voglio ricordaresolo due. Il grande Dino Viola, uomo con pochi soldi ma grandesotto l’aspetto politico, che ha combattuto le sue battaglie al palazzo, e Franco Sensi, un uomo che per questa squadra ha perso soldi e salute, ma che è riuscito a riportare a vincere e, attraverso la figlia che si sta dimostrando degna del padre, si spera potrà ancora vincere.
 
E per i giocatori, anceh se come dicevo prima ce ne sono stati tantissimi, unamenzionevoglio farla: al Capitano Francesco Totti, la più fulgida stella mai vista sui campi di calcio. Un grande uomo, disprezzato dal popolo del nord calcistico e non per quello che rappresenta, la romanità che tanto da fastidio, il suo esseregenuino, pane ar pane e vino ar vino, quello che, oltre alle sue giocate, lo rende così amato. A tutti i suoi detrattori, che poi in reatà sono solo invidiosi di tutto quello che Totti è e rappresenta, dico solo un "UN CAPITANO, C’E’ SOLO UN CAPITANO, UN CAPITANOOOOOO!!!!"
 
"La Roma non ha mai pianto, e la roma mai non piangerà. Perchè piange il debole. I forti non piangono mai…"
 
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