Ma gli androidi sognano pecore elettriche?

Titolo strano per un libro. E’ quello che sinceramente ho pensato quando mi è capitato per le mani la prima volta. Qualcuno mi consigliò di leggere, in quato appassionato di fantascienza especialmente dei libri di Asimov e Gibson, di leggere qualcosa di Philip K. Dick. Così mi reco a fare la spesa da ricordi (i solito 3-4 libri che dureranno al massimo un paio di mesi) e mi trovo nella sezione dedicata a Dick, Devo dire che n quanto a titoli il ragazzo sapeva il fatto suo, visto che più di uno attirò la mia attenzione. Ma venni folgorato, forse per la quasi comicità del titolo, proprio da Ma gli androidi..? C’era qualcosa in quel titolo che mi affascinava, così presi a sfogliarlo, almeno nelle prime pagine, e i trovai un nome a me familiare: Rick Deckard. Questo è il nome del protagonista del film Blade Runner, interpretato da un fantastico Harrison Ford, nonché mio film preferito. Così mi ricordo che nei titoli del film compare la scritta Ispirato da un romanzo di Phillip K. Dick, e in più, riguardando la copertina che avevo solo vagamente guardato, noto la scritta Il libro che ha ispirato il film Blade Runner. Beh lo compro, è mio. L’ho letto in quattro giorni, e qui di seito copio la recensioneda Wikipedia, perchè se la dovessi fare io verrebbe piùlunga del libro stesso. Sappiate solo che col film centra pochissimo.
 
Edito per la prima volta in Italia col titolo Il cacciatore di androidi (in originale Do Androids Dream of Electric Sheep?), questo romanzo di fantascienza fu scritto da Philip K. Dick nel 1968, da cui è stato tratto il celebre film Blade Runner di Ridley Scott (1982). In Italia il libro è stato pubblicato con tre differenti titoli, a seconda dell’anno di uscita. Intitolato dapprima Cacciatore di androidi, è stato poi edito col titolo del film Blade Runner, per godere successivamente di una sorta di riscoperta filologica e di una nuova traduzione col titolo reso in modo più letterale: Ma gli androidi sognano pecore elettriche?.
 
Infarcito dei temi cari allo scrittore statunitense (cos’è reale e cosa non lo è, cosa è umano e cosa no, le droghe, la repressione poliziesca, le difficili relazioni con le donne, i simulacri), è ritenuto da alcuni inferiore a capolavori quali Ubik o La svastica sul sole, mentre altri critici lo ritengono da inserire a pieno titolo nel novero delle opere maggiori.
Il protagonista è Rick Deckard, un cacciatore di androidi costretto a "ritirare" alcuni non-umani fuggiti da una colonia marziana, una sorta di cacciatore di taglie del 2000, spinto dal miraggio di acquistare un vero animale per sostituire la pecora elettrica in suo possesso (gli animali vivi, uccisi dall’inquinamento, sono diventati una rarità e dunque uno status symbol). Deckard verrà sedotto da Rachel, una replicante che susciterà in lui il dubbio di quale sia il confine tra ciò che è organico e ciò che non lo è, ma soprattutto sul senso dell’umano: se è umano chi si prende cura degli altri e li protegge, fino a che punto è umano chi deve uccidere per professione?
 
 
Per quanto mi riguarda, visto che in qualche maniera si è parlato di Blade Runner, non posso non mettere uno spezzone del film, forse il più conosciuto, ma anche il più bello…
 
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