La saga di Shannara

Erano le 4 del pomeriggio quando non ce l’hofatta più e sono dovuto uscire dall’ufficio. Naso tappato, mal di testa, brividi, e febbre probabilmente alta. Finisco le ultime cose e me ne vado a casa. Ne approfitto per leggermi le ultime cinquanta pagine de Le pietre magich di Shannara, ultimo libro della trilogia. Oddio, in realtà è il secondo, ma per un tragico erroreho letto prima il terzo che il secondo. Per fortuna, a parte alcuni rapporti di qualche personaggio, le storie sono tutte e tre a se stanti. Do quindi di seguito il mio giudizio.
 
La saga non mi ha entusiasmato. La trilogia, composta da La spada di Shannara, Le pietre magiche di Shannara e La canzone magica di Shannara, è ambientata in una terra futura alla nostra, dove le stupide guerre fatte dagli uomini migliaia di anni prima hanno profondamente modificato la conformazione della terra e le forme di vita che la abitano. Alcuni uomini, nascostisi per centinaia di anni sottoterra per sfuggire alle calamità presenti sulla terra, sono diventati nani, altri hanno sviluppato una forza straordinaria e modificato la propria corporatura per sopravvivere alle avversità, diventando troll, altri hanno mantenuto la loro forma. In tutti i libri uno degli eredi della famiglia Omshford dovrà affrontare un male diverso, assoluto, potente e apparentemente indistruttibile, in quanto ultimi eredi del sangue elficodel casato Shannara. In tutti e tre i libri i ragazzi verranno guidati dalla forza dell’ultimo druido, Allanon.
Così nel primo libro Shea si troverà a dover itraprendere la ricerca della mitica spada di Shannara, unica arma in grado di sconfigere l malvagio Signore degli Inganni; nel secondo Wil, nipote di Shea e apprendista guaritore, dovrà scortare la giovane elfa Amberle alla ricerca del Fuoco di Sangue per poter ridare vita al seme dell’Eterea, l’albero che con il suo potere tiene prigioniero nel limbo un esercito di demoni dell’antichità, con l’aiuto delle Pietre Magiche già appartenute al nonno e dellequalinon riesce a conrollare il potere; nel terzo la giovane Brin e suo fratello Jair, figli di Wil, dovranno affrontare il ritorno del male impersonificato nelle Mortombre, nato da qualcuno o qualcosa ceh deve essere distrutto. Andando avanti nella loro avventura scopriranno come usare a proprio vantaggio il potere della canzone magica, potere magico ereditato dal sangue del padre, corrotto dala magia delle Pietre Magiche.
 
Di questi tre libri,l’unico che mi ha convinto è stato Le pietre magiche di Shannara. Mentre La spada di Shannara è irremidiabilmente una scopiazzatura de Il Signore degli Anelli (a partire dalle analogie dei personaggi: Allanon/Gandalf, Shea/Frodo, Flick/Sam, Balinor/Aragorn, Brona/Sauron), e La canzone magica di Shannara lento, a trattinoiso e difficile da finire, il secondo episodio della saga mi ha appassionato fino alla fine, per la varietà della storia e il ritmo un po’ più incalzante rispetto agli altri due titoli.
 
In generale, non sono rimasto soddisfatto della trilogia. So, grazie a Leleche me ne ha parlato spesso e aceh grazie a Emiliano (nonché in virtùdelle mie frequentissime isite in librerie) che sistono molti altri libri di Terry Brooks legati alla saga, ma non credo che li leggerò mai, o almeno non nell’immediato.
 
Anzi, già che ci sto, prima di andare a dormire, inizio la lettura del nuovo libro di Licia Troisi…
 
‘notte a tutti
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