Non vedo, non sento, non parlo…..

Non parlo spesso di politica sul mio blog, anzi credo che non mi servirebbero nanche tutte le dita di una singola mano per contare le volte che l’ho fatto. Ultimamente però ci penso spesso, non fosse altro perchè le cose, secondo me, stanno cadendo a pezzi. In questo spazio virtuale si parla spesso di Roma e della Roma (d’altronde lo sfondo ricorda costantemente la mia passione calcistica), dei miei pensieri, delle mie giornate o di altre frivole cose. Ma quando si raggiunge un limite si fiisce per esplodere. Ci si accorge di questo quando inizia a cadere anche il sistema che lo stato usa per distrarre il popolo, quando viene a mancare il principo del panem et circenses. È stato calcolato che l’italiano medio, nel caso avesse la fortuna di essere impiegato, guadagna poco più di 800 euro al mese e non ha tra le mani che un contratto a tempo determinato, quindi in questo io mi devo ritenere fortunato guadagnando già qualcosina di più (non moltissimo, ahimé) ed avendo un contratto a tempo indeterminato. È stato però anche calcolato che un italiano su tre diventerebbe povero in appena tre mesi se si ritrovasse senza stipendio (fonte adnkronos.it, trovate l’articolo cliccando qui), e in questa fascia ci rientro pienamente. Quindi il panem c’è, ma sta finendo, o comunque si arriva a cucinarlo sempre con la farina contata. E il circenses non va molto meglio, anzi. Nella nostra penisola uno dei più seguiti motivi di svago è il campionato di calcio italiano. Quando ancora non eravamo nati, un derby tra lazie e Roma era seguito dai tifosi di entrambe le squadre seduti insieme negli stessi settori, con tamburi megafoni e, provate a chiedere ai vostri nonni, con le balconate ora spesso occupate dai gruppi organizzati adibite a spazio barbeque e salsicce, portati attenzione non da commercianti ma dagli stessi tifosi, con tanto di forcone e carbonella. Adesso per andare allo stadio bisogna comprare un biglietto presentando la carta d’identità (senza addentrarci nell’assurda trafila burocratica necessaria per portare un minore sprovvisto di documento), passare da un tornello elettronico, essere perquisiti dalla polizia e privati di oggetti come un semplice accendino o dei tappi delle bottiglie, per poi entrare nel proprio settore e sentir esplodere 5-6 bomboni a partita (quando va bene) e vedersi lanciare gli oggetti più assurdi dal settore ospiti quando capitano partite un po’ più calde. Vogliamo debellare il tifo violento? Ok, creiamo la tessera del tifoso, carta di fidelizzazione senza la quale non sarà più possibile acquistare un abbonamento o un biglietto per una trasferta. Questo significa che un pinco pallino qualsiasi, non abbonato, può comprare un biglietto per una partita singola in casa, entrare indisturbato allo stadio e fare casino. Oltretutto cos’è questa tessera del tifoso? Un mezzo attraverso il quale io, Daniele Garzia, incensurato, comunico tutti i miei estremi alla questura. Un sistema attraverso il quale io, Daniele Garzia, vengo SCHEDATO senza aver mai contravvenuto alla legge. Oltretutto questa tessera altro non è che una carta di credito prepagata, con la quale saremo costretti ad acquistare biglietti e abbonamenti (pagando commissioni ulteriori) e arricchendo altre persone, oltre ad avere all’interno un chip di quelli usati in america per i braccialetti dei carcerati in libertà vigilata. Leggi: individuazione costante. Ci tolgono il giocattolo, e quando questo accadrà definitivamente, il popolo inizierà a non avere più quel passatempo che settimanalmente ti fa passare sopra le difficoltà della vita quotidiana ("dimme chi è che me fa campa’ ‘sta vita così piena de problemi…." cantava qualcuno) e scenderà in piazza. Non per il calcio, ma per il pane che non ci sarà più.

E il calcio è la specchio dell’attuale società. Un calcio in cui le grandi squadre di una volta non spendono più soldi (il Milan di Berlusconi così come la Juve degli Agnelli) e dove i giornalisti si appecoronano al più forte. Ricordatevi, voi pochi che forse leggerete questo mio post, che se i media non ti informano che è successo qualcosa, quella cosa non sarà mai successa. Calcisticamente è il caso di Ferruccio Mazzola, fratello minore del più famoso Sandro, e autore di piccolo libro edito dalla Bradipolibri nel 2004, "Il terzo incomodo", nel quale Ferruccio racconta come nell’Inter di Helenio Herrera nella quale lui stesso giocava, ci fosse un
"uso disinvolto del doping per potenziare al massimo le prestazioni
della squadra e per conseguire i gloriosi risultati poi effettivamente
raggiunti"
, e di come questo fosse fatto dando delle pillole da mettere sotto la lingua (probabilmente anfetamine) alle riserve per vedere
che effetto avevano e poi in caso di esiti positivi venissero date anche ai titolari, fino a che lo stesso Herrera notò che alcuni dei giocatori sottoposti a questa sperimentazione sputavano la pillola e decise dunque di scioglerla nei caffè, istituendo il rituale del "caffè prepartita". Grande eco ebbe la denuncia per diffamazione da parte dell’Inter nei confronti di Mazzola jr. e della Bradipolibri, con richiesta di risarcimento di un milione di euro. Volete sapere com’è andata a finire? Be’, se vi applicaste leggendo un po’ di giornali e magari guardando il TG la sera magari lo sapreste…ma anche no. Perchè salvo qualche piccolissima eccezione (il quotidiano Il Fatto Quotidiano, ad esempio, o qualche sitarello nella rete, per la maggior parte blog o forum) la notizia della fine di questa storia non l’ha detta nessuno. Quindi non esiste. Nessuno deve sapere che quella causa Moratti e l’Inter l’hanno persa e che sono stati condannati alle spese processuali. Questo più di un anno fa. E nessuno sa che quelle spese non le hanno ancora pagate, portando al pignoramento di un incasso di una partita a San Siro per poter pagare le spese processuali. Ma questo lo sappiamo in pochi. E volete un altro esempio, non calcistico? La querelle Berlusconi-Luttazzi. Il primo che accusa il secondo facendo uscire sui SUOI giornali articoli a sei/sette colonne pieni di improperi atti a screditare il comico. E poi lo denuncia, unitamente a Marco Travaglio, perché "
nel
corso del programma televisivo "Satyricon", trasmesso il 14.3.2001 dalla
società
convenuta sul canale Rai-2, il giornalista Travaglio e il conduttore
Fabbri, in accordo
con il direttore della rete Freccero, avevano gravemente leso il suo
onore, la sua
reputazione, la sua immagine di uomo politico e la sua stessa identità
personale,
avendolo presentato ai telespettatori come persona impegnatasi in
politica per curare i
propri interessi personali, e per salvaguardare le proprie fortune,
accumulate con
metodi non trasparenti e verosimilmente delittuosi, nonché come politico
colluso con
ambienti mafiosi, implicato in operazioni di riciclaggi oe per averlo
additato come
mancante a volto coperto di attentati contro magistrati e perfino contro
propri
collaboratori e amici."
Anche qui, in pochi sanno come andò a finire, visto che la notizia fu data, nel migliore dei casi, in piccoli trafiletti posti a pagina 26 o 27 di alcuni quotidiani minori. Vinsero Luttazzi e Travaglio, in quanto tutte le frasi e i passaggi che tanto avevano sdegnato il Presidente del Consiglio, non erano che da ritenersi "
espressione di una legittima critica
politica"
.


Di questi giorni è sempre più attuale la cosiddetta "Legge bavaglio", che impedirà le intercettazioni e le pubblicazioni integrali delle stesse quando saranno rese pubbliche. Girando su Facebook, vi renderete conto di come vengono chiusi gruppi che caldeggiano, ad esempio, l’acquisto del DVD Draquila da regalare ad amici votanti centro-destra. Censura. Bella e buona. Perché è così che ci vogliono. Zitti e pecoroni. Ma andando avanti così si arriva ad un punto di rottura, ad un punto in cui si dirà basta, e si scenderà in piazza a manifestare, a far sentire la voce del popolo, e forse non solo quella. È la storia che lo insegna, e la storia è ciclica…..

Non vedo. Non sento. Non parlo.
Ad Maiora…


Tutti i diritti della foto sono dell’utente Flickr francescbellucci

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4 risposte a Non vedo, non sento, non parlo…..

  1. Valerio ha detto:

    Nulla da eccepire davvero. Concordo quasi con tutto…Solo mi permetto un piccolo appunto. Il popolo italiano è un popolo di seduti, di comodi, di tranquilloni…Purtroppo, nel nostro caso, non basta dire che quel che i media non dicono non esiste (anche se è una verità sacrosanta), noi infatti siamo ad uno stadio assai più evoluto d\’accidia a livello di senso sociale. Anche quando i media "dicono" infatti, facendo magari emergere lo schifo di una classe dirigente sempre più corrotta, polemiche a parte, ci si scalda assai poco….o comunque assai meno di quel che si potrebbe e dovrebbe fare. Siamo rimasti in pochi a credere nell\’informazione vera, limpida, onesta…senza padroni. Quei pochi bagliori di libertà e di verità che trapassano le maglie strettissime della censura di Stato (perchè di questo si tratta) passano inosservati e l\’italiano medio (impegnato assai più nella tutela degli interessi del singolo che nel pensare a come agire per il bene della comunità), fa quel che da qualche decennio gli riesce meglio…Se ne infischia, si gira dall\’altra parte, adottando un gergo televisivo potremmo dire che "cambia canale". Ma anche lo zapping può venire a noia se i programmi in tv si fanno tutti uguali.Ciao.Valerio.

  2. Carmen ha detto:

    Caro Daniele, cosa dire….hai totalmente ragione su questo sistema che è incontrollato ormai…Non puoi permetterti il lusso di fare nulla e chi come noi…non può davvero deve stare sempre sul chi va la… anke a spendere un euro in più…Però ti vorrei fare riflettere su una cosa…Ok per la passione per il calcio…è lo sport ke vi fa volare….l\’emozione di quel campo…ma ti sembra giusto che un calciatore debba guadagnare milioni di euro senza neanche sforzarsi più di tanto la mattina qndo mette i piedi a terra….e c\’è gente ke davvero muore di fame…??? C\’è gente che si sveglia alle 4 del mattino per portarsi 700 euro (forse) al mese?Pensa che un solo stipendio di un mese farebbe vivere te e la tua famiglia bene per un anno…questo non lo condivido e anke voi tifosi dovreste lamentarvi…Non parliamo solo del governo, guardiamo anke a qste cose…che sono peggio….

  3. Daniele ha detto:

    No Carmen, le due cose non possono essere paragonate. Non abbiamo il diritto di incazzarci con un giocatore perchè prende1, 2, 3 o più milioni di euro. Li c\’è qualcuno, un privato, che lo paga così tanto perchè gli fa rientrare quei soldi attraverso le prestazioni o, in alcuni casi, anche solo per il nome (vedi l\’operazione Ronaldinho del Milan che se l\’è ripagato già solo con le magliette). DOBBIAMO parlare del governo, perchè i 10000 euro che prende il figlio di bossi, bocciato per tre volte consecutive alla maturità e che probabilmente se gli chiedi cosa ne pensa di Maastricht ti risponderebbe che non gli piace la musica metal, e pagato da NOI CITTADINI EUROPEI! Un calciatore è pagato da una società privata, con soldi privati derivanti dal proprio patrimonio e dagli introiti derivanti da sponsor e quant\’altro. Non dimentichiamo oltretutto che molti di questi campioni sfruttano la loro immagine per fare del bene concreto (Totti ne è un esempio lampante, ma ce ne sono moltissimi altri che magari hanno meno visibilità del Capitano e lo fanno lo stesso). Personalmente ho sempre ritenuto il discorso degli stipendi dei calciatori troppo alti una cosa inutile, visto che se lui prende 5000 euro o 5 milioni a me non cambia nulla. viceversa se invece di togliere 4/500 euro di tasse dalla mia busta paga si decurtassero gli stipendi i signori parlamentari e iniziassero a fare politica vera, scendendo in piazza, andando vicino al popolo, invece di spendere cifre astronomiche in campagna elettorale per insozzare le città di cartellonistica inutile, dannosa e fastidiosa, probabilmente un pochino le cose cambierebbero.

  4. Carmen ha detto:

    Beh è tutto che non va secondo me…è proprio il paese che gira male…Si spendono milioni in giocatori e il mercato gira e rigira così tanto sotto quel profilo…Tra Stato e istituzioni…tra privati e pubblico….dappertutto c\’è un filo comune di errore..Dovremmo essere solo più uniti e ribellarci allora…RIVOLUZIONE direi la parola giusta…

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